Si pronuncia cuccìa con l'accento sulla i, ma l'assonanza con la festa di Santa Lucia è casuale. Il nome deriverebbe dal greco kokkia (grano), come il nostro "chicco".
Questo dolce a base di grano cotto, come la pastiera napoletana, ha una storia affascinante.
Racconta Giuseppe Capodieci nelle Memorie di S. Lucia: "Occorre in quest'anno (1763) una grande carestia sino al 9 gennaio, in cui suole esporsi il Simulacro di S. Lucia, per la commemorazione del terremoto del 1693. Nel farsi al solito la predica, esce di bocca al predicatore che S. Lucia poteva provvedere al suo popolo col mandare qualche bastimento carico di grano. In effetti, il giorno dopo, arriva dall'Oriente nel porto una nave carica di frumento e sul tardi un bastimento, che era stato noleggiato dal Senato; poscia un vascello raguseo, seguito ancora da altri tre, sicché Siracusa, con tale abbondanza che appare a tutti miracolosa, può provvedere molte altre città e terre di Sicilia. Il padrone di una delle dette navi dichiarò che non aveva intenzione di entrare in questo porto, ma vi fu obbligato dai venti e seppe che era in Siracusa dopo aver gettato l'ancora; aggiungendo che, appena entrato in porto, si era guarito di una malattia agli occhi che lo tormentava da qualche tempo".
Quindi il popolo affamato riesce a mettere le mani su del buon grano e davvero non può aspettare i tempi della lavorazione per ottenerne farina e pane. Decide di cuocerlo così com'è, ed è in quel momento che nasce la cuccìa.
Le tradizioni e le leggende si modificano leggermente di città in città, ma la cuccìa segna ancor oggi la sua presenza in molte località siciliane. Da quello sbarco fortuito in un porto della Sicilia è consuetudine a Palermo non mangiare pane e farinacei il 13 dicembre. Le arancine diventano ancora più popolari di quanto non lo siano già, assieme ad altri piatti a base di riso e farina di ceci e, naturalmente, la cuccìa.
Pino D'Addelfio di Santopalato ci presenta oggi la ricetta.
Ingredienti
- 1.5kg ricotta
- 500g frumento
- 450g zucchero
- 300g frutta candita
- 150g cioccolato fondente
- granella di pistacchi q.b
- un pizzico di sale
Preparazione
Tre giorni prima della preparazione della cuccìa, mettete in acqua il frumento cambiando l’acqua ogni giorno. Al termine della macerazione, scolate il frumento e mettetelo in un tegame ricoprendolo d’acqua e aggiungendo un pizzico di sale. (È possible anche utilizzare il grano per pastiera gia pronto).
Procedete alla cottura per circa 8 ore a fiamma bassissima e poi lasciate riposare nell’acqua di cottura il frumento coperto per tutta la notte.
Mettete la ricotta con lo zucchero in una ciotola abbastanza capiente e lavoratela con le fruste di uno sbattitore. Lasciatela riposare per circa trenta minuti, quindi aggiungete la frutta candita tagliata a piccoli cubetti e le gocce di cioccolato fondente.
Scolate bene il frumento e aggiungetelo alla crema, amalgamando bene. Servite in ciotoline individuali spolverando con la granella di pistacchi e la cannella in polvere.
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