Era il primo luglio del 2000, quando la GST, l'imposta diretta su beni e servizi, entrò nella vita degli australiani.
A distanza di quasi un quarto di secolo, la relazione Seizing the Moment, redatto dalla Camera di Commercio australiana, invita il governo Albanese a modernizzare il Paese abbassando le tasse alle società e ai privati e allo stesso tempo alzando la GST.
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Al centro dell'agenda finanziaria settimanale c'è anche il cosiddetto Intergenerational Report, curato dal governo e che verrà presentato domani.
Le prime voci parlano di previsioni non rosee, con la crescita dell'economia australiana a ritmo molto più ridotto rispetto agli scorsi 10 anni.
Ci si aspetta anche che il rapporto preveda che la spesa nei cinque settori che costano di più al governo — ovvero sanità, assistenza agli anziani, NDIS, difesa e pagamenti di interessi sul debito pubblico — aumenti da un terzo alla metà della spesa pubblica totale del Commonwealth.
Secondo questo rapporto, il prodotto interno lordo salirà al 26,3% nel 2033/34 per poi scendere al 26% entro il 2062/63.
Tra crescita rallentata e possibili rimaneggiamenti al sistema della tassazione diretta, il professore di Finanza dell'UNSW di Canberra Massimiliano Tani ha fatto il punto della settimana dell'economia australiana, non dimenticando la recente intenzione dell'ATO di riattivare i debiti sospesi di circa 300mila australiani.




