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Economia, l'Australia e lo spettro della stagflazione

JIM CHALMERS PRE BUDGET PRESSER

Il Ministro del Tesoro Jim Chalmers. (AAP Image/Lukas Coch) NO ARCHIVING Source: AAP / LUKAS COCH/AAPIMAGE

"La nostra economia è in ostaggio degli eventi in Medio Oriente", ha dichiarato il Ministro del Tesoro Chalmers a tre settimane dalla presentazione della legge di bilancio per l'anno finanziario che verrà. Il punto del Professor Tani.


Il conflitto in Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz stanno mettendo a dura prova le economie di molti Stati, e l'Australia non è indenne.

Secondo la NAB, l’economia australiana ha il 50% di probabilità di entrare in recessione entro la fine dell’anno. Ma a preoccupare di più gli addetti ai lavori è al momento la “stagflazione”, cioè la combinazione di stagnazione economica (PIL fermo) e inflazione.

"Abbiamo più debito rispetto ai due shock precedenti della grande crisi finanziaria e del Covid", ha commentato il Professor Massimiliano Tani, professore di finanza alla UNSW di Canberra, "e quindi meno 'lingotti' in cassaforte per resistere all'urto".

"Ma c'è un però: abbiamo più popolazione, la possibilità di continuare ad avere attività economica - cosa che non succedeva nel Covid - e la desiderabilità dell'Australia continua a essere elevata", ha aggiunto Tani.

Le carte per superare la crisi le abbiamo in mano
Massimiliano Tani

Questi venti di crisi soffiano in un momento poco propizio per il Ministro del Tesoro Chalmers, che tra tre settimane presenterà il Budget.

Tra le voci che si rincorrono la più condivisa è quella che vedrebbe Chalmers tornare agli anni '80 per risolvere il problema della capital gain tax.

"Alla fine del millennio scorso Peter Costello cambiò il sistema precedente di Paul King", ha spiegato Tani.

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E rieccoci di nuovo in diretta dagli studi di Radio SBS quando sono le ore 08:34 ore della costa est. E voi siete all'ascolto del programma in italiano di Radio SBS con Carlo Regia, e Jacopo Iannelli a cui si aggiunge, niente meno che il professore di finanze della University of New South Wales di Canberra, Massimiliano Tani, buongiorno Max.

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Ciao Carlo, buongiorno, buongiorno Jacopo, buongiorno a tutti gli ascoltatori.

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allora Max, noi iniziamo adesso dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Secondo la NAB, c'è quasi una possibilità su due che l'Australia entri in recessione alla fine dell'anno, portandosi alle spalle il deficit di oltre 36 miliardi del paese.

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Il ministro del Tesoro Jim Chalmers, di ritorno dal G20 e dalle riunioni con il Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che l'economia australiana è ostaggio di quello che sta accadendo in Medio Oriente, e diversi economisti iniziano a sussurrare la parola stagflazione.

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Ovvero il misto, il combinato disposto tra, crescita 0 e inflazione galoppante. allora C'è posizionata Max l'Australia in questa crisi, rispetto a quella del COVID e al 2008 con la grave crisi finanziaria. Stiamo meglio o peggio come condizioni di partenza per affrontare questo periodo di incertezza?

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Mah allora a prima vista forse stiamo peggio proprio perché um abbiamo più debito di quello che avevamo inizialmente, per cui,

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La cassaforte che è stata rotta un paio di volte nel 2008 um con vi ricordate incentivi per miglioramenti della casa e poi con, um il Covid, con i vari pagamenti che il governo,

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Ha fatto soprattutto ai datori di lavoro, um questa cassaforte ha meno lingotti d'oro o meno banconote e per la prossima, um botta um che um forse o probabilmente riceveremo, um da questa crisi energetica che um si propaga o insomma del del del Medio Oriente.

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Quindi in teoria stiamo peggio, però in pratica um abbiamo più popolazione, la possibilità di continuare ad avere attività economica, cosa che non succedeva nel Covid, e siamo sempre una nazione attraente per cui la famosa porta immigrazione um che fa venire qui persone che portano non soltanto capitale umano, capitale,

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Il denaro che viene utilizzato in Australia, quella c'è sempre la desi- la desi- desiderabilità dell'Australia continua a essere elevata, per cui da questo modo di vista, um le carte per superare la crisi e non farla sentire pesantemente agli australiani c'è, certo che um dobbiamo avere dei dei dei politici competenti che non sprechino, um queste carte che abbiamo, però lì staremo appunto a vedere quello che succede.

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Max, altro tema caldo in Australia, dal punto di vista economico è quello della finanziaria, continuano infatti, i preparativi per la presentazione della finanziaria di maggio e e ad inizio settimana si è parlato di una soluzione che il ministro del Tesoro, Jim Chalmers starebbe progettando per risolvere il problema della cosiddetta capital gain tax, giudicata troppo generosa con il suo sconto del 50% attuale.

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Chalmers starebbe guardando con interesse al ritorno al sistema precedente al 1999, quando, il sistema messo in piedi da Paul King degli anni '80, venne riformato dall'allora ministro del Tesoro Peter Costello. Come funzionerebbe questo ritorno al passato, Max?

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Mah allora prima della riforma Costello che ha dato, allora bisogna innanzitutto capire per quale motivo le riforme vengono fatte, quindi, la riforma Costello è quella di um dire um di di permettere a chi investe in qualsiasi tipo di investimento, quindi può essere in una casa così come in azioni.

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um Del denaro e lo tiene lì per più di un anno e guadagna um su questo a uno sconto del 50% sulla tassazione che viene fatta um sulla differenza di valore tra appunto quando tu vendi e quando tu compri.

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L'idea di Costello era quella di um incentivare um le persone a investire in azioni e tenerle, quindi non speculare, compri oggi e vendi domattina, ma compri oggi le tien se non altro, almeno un anno, um anche per fare partire um tutto il discorso di um superannuation, fondi pensione che,

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Bene o male è riuscito.

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Questa tassazione però con questo sconto del 50% viene vista soprattutto per quello che riguarda adesso, il settore immobiliare come un problema.

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ecco Perché specifichiamo, non è soltanto per azioni, ma anche per gli immobili.

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Assolutamente, quindi quello che um che succede è che in questo momento um chi investe in immobili ha questa convenienza.

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um Prima di um Costello come venivano tassati gli immobili. Venivano tassati um sulla base del capital gain rispetto all'inflazione, per cui, se tu compra una casa a 100 € e vendevi la casa a, 150 €, e quindi avevi un guadagno di 50 €, questo guadagno di 50 € non era tassato come 50 €, ma doveva essere,

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Aggiustato per la crescita dei prezzi tra quando tu compri e quando tu vendi, e quindi se i prezzi erano raddoppiati e appunto da 100 um i prezzi passavano da 200, ecco lì che tu non avevi tassazione, tanto è vero che,

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Le tassazioni sulle case fino alla riforma di Costello, sono state abbastanza poche e il valore delle case, sostanzialmente cresceva poco di più dell'inflazione, quindi, c'era questo rapporto tutto sommato abbastanza stretto. Quello che abbiamo visto che a partire da degli ultimi vent'anni, insomma, da quando la riforma è stata fatta,

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Il valore degli immobili, così come il valore delle azioni è aumentato di parecchio anche perché um i risparmi degli australiani e gli incentivi per l'immigrazione è aumentata, gli incentivi per, investire e tenere investimenti per lungo tempo, um esiste, per cui adesso um volerlo togliere da un momento all'altro um è abbastanza difficile magari proporre,

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Di ridurla parzialmente può andare bene, però, l'Australia è talmente um investita diciamo così nel settore immobiliare, ci sono anche talmente tanti lavori nel settore immobiliare che,

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um Dare uno scossone un po' troppo forte in un momento di incertezza come questo, può essere, um pericoloso ed è lì dove mi riferivo anche prima il discorso che um l'Australia non sta male da un punto di vista economico, però dobbiamo avere dei politici, um che gestiscono la nostra economia con attenzione perché il rischio di fare, degli errori e questi errori sono molto costosi c'è.

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Siamo in collegamento con Massimiliano Notani, professore di finanze dell'University del New South Wales di Canberra. Max adesso parliamo velocemente di contanti, visto che l'indagine sui pagamenti dei consumatori del 2025 che è stata condotta dalla Reserve Bank, ha rilevato che l'uso del contante è diminuito di oltre 50 punti percentuali in quasi vent'anni, e in questo trend generale negli ultimi 3 anni si sta assistendo però a un leggero rimbalzo in favore del cash.

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Attualmente poco meno della metà delle persone non utilizza il contante rispetto a circa il 53% del 2022, insomma, un breve rimbalzo. Giovani sotto i trent'anni sono quelli meno propensi ad utilizzare il contante, mentre gli over 65 sono la fascia, che ne fa maggiormente uso. allora Cosa ci dicono questi numeri sulle abitudini australiani, sul futuro del contante?

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Mah che tutto sommato il contante per quanto pensiamo che possa non avere futuro, perché ormai tutto quanto diventa elettronico, addirittura ormai paghiamo con dei chip inseriti quasi nel nostro corpo, no, per cui non abbiamo nemmeno, l'orologio o il telefono che fa che fa pagare, abbiamo, um l- l- l- l'automazione proprio incorporata dentro. L'ho sempre

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sospettato che tu fossi un Android Max.

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il mio vabbè lasciamo perdere, merita un'altra un'altra puntata di questo discorso. Però um questi statistiche ci fanno capire che il contante serve ancora, e um forse non ci sono mai um episodi come quello in cui um abbiamo visto errori o clamorosi, um spegnimenti di um um segnali per poter utilizzare,

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um O errori di sistema dove non era possibile più pagare elettronicamente, e dove la gente rimaneva assolutamente bloccata e e invece il contante ti consente ancora di, um di di di di pagare il conto e di avere i beni di cui tu hai bisogno, per cui,

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Okay, c'è questo cambiamento tecnologico, abbiamo, non abbiamo bisogno di andare in giro con un sacco di soldi, però, buttare tutto quanto su una sola alternativa, che può essere quella elettronica, corre il rischio che se c'è qualche cosa che non funziona nell'elettricità, ecco lì che non possiamo più mangiare il famoso pollo questa sera. È bene tener è è bene tenere,

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um Altre alternative per poter continuare a

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consumare. Max, ci è arrivato un messaggio allo 0429996263 che ci dice Max ci parli di Bitcoin un giorno. allora ce lo teniamo lì in saccoccio, un giorno ci parlerai di Bitcoin, pensaci un attimo se c'è qualcosa di interessante da dirci. Non ora, ma in una prossima occasione, grazie per essere stato con noi questa mattina. Max, ci risentiamo appunto la prossima settimana.

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Certamente, ringrazio voi tutti gli ascoltatori. Arrivederci.

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