Sono diversi i temi al centro del dibattito in Italia: tra questi, la norma inclusa nel secondo Decreto Sicurezza del governo Meloni, che prevede un premio di circa 600 euro agli avvocati per ogni migrante assistito che decida di tornare nel proprio Paese.
"È chiaro che si tratta di una norma sorprendente, che poco ha a che vedere con lo stato di diritto e, in generale, con il ruolo dell’avvocatura", spiega il giornalista Carlo Fusi. "Infatti, gli avvocati sono insorti, insieme anche ad alcuni magistrati".
Una norma che non ha convinto il Quirinale e la cui approvazione alla Camera scade il 25 aprile, spingendo il governo "ad annunciare l’immediato varo di un secondo decreto che cancelli sostanzialmente la norma inserita nel primo", prosegue Fusi.
Un decreto approvato e poi subito modificato da un altro decreto è una cosa abbastanza singolare, perfino per l’Italia.Carlo Fusi, giornalista e corrispondente di SBS Italian da Roma
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Nel frattempo, in Russia, il giornalista e presentatore televisivo Vladimir Solovyov, vicino alle posizioni del Cremlino, ha pesantemente insultato Meloni, a pochi giorni dalle critiche mosse alla stessa dal presidente americano Donald Trump.
In una condizione "di già grave difficoltà nei rapporti tra Roma e Mosca", questo elemento è destinato ad aggravare a situazione, commenta Fusi. "In particolare per quel che riguarda le forniture di gas russo, per le quali l’ex premier Conte aveva insistito si riprendesse a trattare, così come Salvini".
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