La Lega ha stravinto le elezioni europee di domenica, ottenendo il 34% dei voti e doppiando il Movimento 5 Stelle, sceso al 17%. Esulta Matteo Salvini, che personalmente ha raccolto 2 milioni e 200 mila preferenze, guida il primo partito d'Italia e adesso chiede "un'accelerazione del programma di governo", annunciando "cambiamenti significativi" in Europa.
Eppure il trionfo del Carroccio di fronte al crollo dei Pentastellati rischia di aprire una frattura nell'esecutivo Conte.

Se infatti il 22% ottenuto dal Partito Democratico rappresenta un dato significativo ma non sposta gli equilibri politici, nel Parlamento europeo di Strasburgo entrano anche Forza Italia con l'8% e Fratelli d'Italia con il 6% (mentre non supera la soglia di sbarramento +Europa, che si ferma al 3%), il che significa che un'eventuale coalizione di centro-destra supererebbe il 50%.
Dell'esito e delle ripercussioni del voto europeo, ma anche della tornata di amministrative in Piemonte e in alcuni capoluoghi importanti come Firenze, Bari e Bergamo abbiamo parlato con l'esperto di politica italiana Carlo Fusi.




