Fino a che punto riusciamo ad accettare il ruolo provocatorio dell'arte?

MIKE PARR THE ETERNAL OPENING PREVIEW

Australian artist Mike Parr performs Towards an Amazonian Black Square during a media preview of his installation The Eternal Opening at Carriageworks in Sydney, Thursday, October 24, 2019. (AAP Image/Dan Himbrechts) Source: AAP / DAN HIMBRECHTS/AAPIMAGE

Il direttore di Blackartprojects Andrea Candiani prende posizione nella vicenda che ha visto la famosa gallerista Anna Schwartz troncare il suo rapporto lavorativo con il celebrato artista Mike Parr.


"Un gallerista, o una gallerista, dovrebbe consentire la libertà di pensiero", dichiara Andrea Candiani a commento della polemica scoppiata a Melbourne.

Ascolta l'intervento di Candiani cliccando sul tasto 'play' in alto

La gallerista Anna Schwartz ha deciso di interrompere la sua più che trentennale collaborazione con l'artista Mike Parr in seguito ad una performance politica, da lei giudicata eccessivamente provocatoria, sul conflitto attualmente in corso in Medio Oriente.

Senza entrare in questioni politiche, continua Candiani, "la sig.ra Schwartz conosceva l'artista in questione, ma finchè le facevano comodo le mostre sensazionalistiche, tutto bene".

"Per fortuna ci sono ancora artisti che hanno ancora qualcosa da dire, che ci tocca direttamente e che ci dà fastidio", conclude Candiani.

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