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Fuga di documenti dal Pentagono, lo spionaggio ai tempi dei social

Castle of Good Hope
Source: Getty / Getty Images

Secondo il giornalista Giuseppe D'Amato, la guerra di spie fa parte della logica bellica, "e forse non sapremo mai la verità".


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By Andrea Pagani

Source: SBS



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Secondo il giornalista Giuseppe D'Amato, la guerra di spie fa parte della logica bellica, "e forse non sapremo mai la verità".


Documenti top-secret relativi alla guerra in Ucraina sono finiti in una chat di videogamers.

È una spy-story iper-contemporanea quella che ha animato la diplomazia internazionale a cavallo del fine settimana pasquale.

Il 5 aprile, infatti, in alcuni canali russi di Telegram sono apparsi cinque file fotografati relativi all’invasione dell’Ucraina il 5 aprile.

Secondo la piattaforma investigativa Bellingcat, questi documenti sembrano essere datati all’inizio di marzo, nel periodo in cui sono stati pubblicati per la prima volta online su Discord, una piattaforma di messaggistica popolare tra i giocatori.

Ascolta l'analisi del giornalista Giuseppe D'Amato cliccando sul tasto "PLAY" in alto.

In questi documenti, risalenti all'inizio di marzo, ci sarebbero informazioni riservate sul ruolo giocato dagli Stati Uniti nel conflitto russo-ucraino, che da più di 400 giorni tiene il mondo con il fiato sospeso.

Da lì, la ridda di voci che si è scatenata ha già toccato ogni angolo del mondo, dato che in questi documenti ci sono informazioni che riguardano non solo Stati Uniti, Russia e Ucraina, ma anche altri Paesi alleati di Washington, tra cui Corea del Sud e Israele.

Secondo il giornalista Giuseppe D'amato, esperto di questioni russe, "non sapremo forse mai se siamo davanti a materiale autentico, e nel caso non lo fosse, chi ha modificato che cosa".

La guerra di spie è parte dei conflitti, esattamente come durante la Guerra Fredda
Giuseppe D'Amato

Sempre a detta del giornalista, i documenti che sono finiti in pasto al pubblico sono "comunque datati, perchè in una guerra un documento che ha quattro settimane è già vecchio".

D'Amato, infine, tiene in piedi la pista che porta alla creazione ad arte di questo finto scandalo, "perchè qualcuno forse vuole confondere le acque".

"Certo", continua, "se qualcuno fosse riuscito a oltrepassare il muro di sicurezza informatica del Pentagono, allora sarebbero dolori".

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