Si è concluso nelle ore scorse il G20 di Nuova Delhi in India, con il primo ministro indiano Narendra Modi che è apparso in giganteschi manifesti appesi un po’ dappertutto in una città normalmente caotica, ma per alcuni giorni ordinatissima.
Lo slogan dei manifesti recitava “One Earth, One Family, One Future”, “un pianeta Terra, una famiglia, un futuro”, ma l’impressione è che il vertice abbia evidenziato un momento in cui la politica globale appare piuttosto divisa.
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Non c'era il presidente russo Vladimir Putin e non c'era nemmeno il presidente cinese Xi Jin Ping, e dell'assenza del secondo non si sa nemmeno bene il motivo.
Tra le decisioni di maggior rilievo raggiunte durante il vertice c'è stato il comunicato congiunto dei leader sulla guerra in Ucraina, che condanna le violenze senza fare riferimenti espliciti alle responsabilità della Russia.
Il portavoce del ministero degli esteri ucraino Oleg Nikolenko ha dichiarato “il Gruppo dei 20 non ha nulla di cui essere orgoglioso", mentre il primo ministro australiano Anthony Albanese ha descritto il comunicato come una dichiarazione molto chiara e con il tono più deciso mai espresso dalla comunità internazionale sul tema.
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