Gaza, la nuova risoluzione dell'ONU viene ulteriormente rimandata

Ambassador of Palestine Riyad Mansour, Ambassador of Russia Vassily Nebenzia, Deputy Permanent Representative of the United Arab Emirates Mohamed Abushahab, Ambassador of Egypt Osama Mahmoud Abdel Khalek Mahmoud and Ambassador to China Zhang Jun (clockwise), talk before reconvening for a security council meeting to vote on a resolution regarding the conflict in the Middle East in New York, New York, USA, 19 December 2023.

L'Ambasciatore di Palestina Riyad Mansour, l'Ambasciatore di Russia Vassily Nebenzia, il Vice Rappresentante Permanente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed Abushahab, l'Ambasciatore d'Egitto Osama Mahmoud Abdel Khalek Mahmoud e l'Ambasciatore in Cina Zhang Jun (in senso orario), parlano prima di riunirsi nuovamente per una riunione del Consiglio di Sicurezza a votazione su una risoluzione riguardante il conflitto in Medio Oriente a New York, New York, USA, il 19 dicembre 2023. Source: EPA / SARAH YENESEL/EPA/AAP Image

Se un cessate il fuoco tra Israele e Hamas sembra al momento ancora improbabile, si potrà forse nelle prossime ore raggiungere un compromesso per una pausa umanitaria che renda possibile la liberazione degli ostaggi e la distribuzione degli aiuti a Gaza.


Almeno 110 persone sono morte nella giornata di lunedì 18 dicembre nel campo profughi di Jabalia, secondo quanto riporta il ministero della salute di Hamas.

Le vittime della guerra tra Israele e Hamas sono ormai moltissime; a Gaza sono stimate essere quasi 20.000.

Cresce così la pressione su Israele affinché cambino le modalità del conflitto e si limiti il numero di perdite civili.

Un esplicito appello in questo senso è arrivato dal più grande alleato di Israele, gli Stati Uniti, che si sono impegnati d’altra parte a fornire ulteriori aiuti militari.

Il consiglio di Sicurezza dell’ONU, previsto originariamente per lunedì 18 dicembre, avrebbe dovuto votare oggi una risoluzione per richiedere un cessate il fuoco, ma un accordo sul testo non è ancora stato raggiunto.

Il giornalista del Manifesto Michele Giorgio spiega che si sta cercando di fare il possibile affinché gli Stati Uniti non esercitino il loro diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza come accaduto l'8 dicembre scorso.

"Questo non sarebbe buono", riflette Giorgio, "né per la risoluzione, né per l'immagine degli Stati Uniti".

Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.

Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.

L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.

Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.

In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.

L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.

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