Nel fine settimana scorso, la città vecchia di Gerusalemme è stata teatro di scontri tra israeliani e palestinesi. Il bilancio alla fine parla di circa duecento feriti, mentre la polizia ha fermato una decina di manifestanti.
Gli incidenti, che hanno segnato il weekend pasquale nella città santa di ebrei, cristiani e musulmani, seguono una serie di attentati che hanno caratterizzato il mese di aprile in Israele e che hanno visto anche il danneggiamento della tomba di Giuseppe a Nablus, in Cisgiordania.
In breve:
- Le autorità israeliane hanno fermato decine di manifestanti dopo gli scontri avvenuti sabato e domenica sulla spianata delle moschee di Gerusalemme
- Gli incidenti si sono verificati al termine di un mese nel quale una serie di attentati ha provocato la morte di 14 persone in tutto il Paese
- Il Premier israeliano Bennett ha condannato le violenze e la polizia ha arrestato alcuni esponenti di Hamas e della Jihad Islamica

In seguito agli attentati delle ultime due settimane, che hanno causato 14 vittime, il Premier israeliano Naftali Bennett ha condannato le violenze, mentre l’esercito israeliano ha arrestato alcuni esponenti di Hamas e della Jihad Islamica.
"Quando il Ramadan coincide con la Pasqua ebraica, i gruppi estremisti soffiano sul fuoco e nel weekend scorso questa miscela è deflagrata", racconta il giornalista Michele Giorgio.
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Il governo di Tel Aviv ha anche approvato la costruzione di una barriera di sicurezza lunga 40 chilometri fra Israele e la Cisgiordania,.
Il muro, alto 9 metri, sostituirà la recinzione costruita 20 anni fa e che è ormai considerata obsoleta.
Riascolta qui il resoconto del giornalista Michele Giorgio:
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