L’iniziativa, intitolata “Il Futuro dei Giovani Italiani Australiani – Necessità, Idee e Soluzioni”, è nata con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto sulle sfide e le opportunità che riguardano le nuove generazioni di italoaustraliani in Australia.
“È un’emozione vedere la risposta della comunità italiana, soprattutto la voglia di collaborare con i giovani e di avvicinare anche le seconde e terze generazioni”, racconta Domenico Stefanelli, presidente della GIA.
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“Io c’ero quando la GIA è stata costituita nel 2008, ed è emozionante essere qui questa sera”, racconta Mariangela Stagnitti, già presidente del Com.It.Es. Queensland e Northern Territory e attiva nella comunità italiana da oltre trent’anni.
Il summit è stato anche un’occasione per favorire incontri e connessioni tra italiani arrivati da poco e membri più consolidati della comunità, come Alessandra, arrivata in Australia soltanto sei mesi fa per svolgere il Servizio Civile Universale.
"Sto trovando questo summit molto interessante perché gli speaker ci stanno dando diversi spunti”, ha raccontato Alessandra ai microfoni di SBS Italian.
Uno dei temi centrali affrontati durante la serata è stato quello dell’immigrazione, una questione che continua a interessare molti italiani che scelgono di trasferirsi in Australia.
A discuterne sono stati la consulente migratoria Emanuela Canini e l’agente d’immigrazione Maurice Bisaccia.
Prima di capire quale percorso intraprendere dal punto di vista dei visti, bisogna capire se l’Australia fa davvero per noi. E una volta capito, bisogna rendersi indispensabili sul posto di lavoroMaurice Bisaccia, agente d'immigrazione
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