Miglior marcatore di tutti i tempi con la maglia della Nazionale italiana di calcio - con la quale ha segnato 35 gol in 42 presenze - 'Rombo di Tuono' si è spento nella "sua" Cagliari.
"Sua" tra virgolette, perché Riva era nato a Leggiuno - in provincia di Varese - nel 1944 (avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 7 novembre), ma aveva poi legato alla Sardegna le sue imprese sportive più leggendarie, tra le quali lo storico scudetto vinto dal Cagliari di Manlio Scopigno nella stagione '69-'70.
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Al termine di quell'annata, poi, Riva sarebbe stato il protagonista della cavalcata della Nazionale di Valcareggi ai Mondiali del 1970, nei quali sarebbe entrato nel tabellino dei marcatori della partita del secolo, la semifinale contro la Germania vinta dagli Azzurri per 4-3.

Dopo aver legato tutta la sua carriera al club rossoblù, Riva aveva infatti deciso di rimanere nel capoluogo sardo, diventandone bandiera sportiva prima e simbolo poi, al punto che il sindaco Paolo Truzzu ha proclamato il lutto cittadino.
La morte di Riva ha segnato il mondo dello sport e delle istituzioni, e persino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha condiviso la sua commozione.
Renato Colusso è stato il primo calciatore italoaustraliano a giocare in Serie A. Arrivato a Torino a metà degli anni Settanta, Colusso debuttò nel campionato italiano proprio nell'ultima stagione da professionista di Gigi Riva.
I due non si incontrarono mai su un campo di calcio, ma René - che ha incrociato Gigi Riva in altri contesti - ci ha spiegato che tipo di attaccante era Rombo di Tuono.
"È stato un grandissimo giocatore, amato da tutti gli italiani", spiega Colussi, "faceva dei gol spettacolari, e ha trascinato il Cagliari per tanti, tanti anni".
Il paradosso è che Gigi Riva è diventato una vera bandiera di un club pur non essendo nato nella città della squadra di riferimento.
"È stato una bandiera per il Cagliari, è subito stato amato dai sardi e dalla Sardegna", commenta Maurizio Pagnin, giornalista sportivo e addetto agli eventi culturali del Marconi Club di Sydney.
"Mi sarebbe piaciuto vederlo alla Juventus, ma l'ho anche ammirato", aggiunge, "i giocatori-bandiera delle squadre sono quelli che apprezzo di più".
Nonostante siano passati molti anni da quando era in campo, Riva resta un giocatore leggendario anche per chi, per questioni anagrafiche, non ha potuto assistere direttamente alle sue imprese. È il caso di Giovanni Pilu, chef di Sydney originario della Sardegna, che all'indomani della morte di Riva ha assistito alla partita di Sinner agli Australian Open indossando una T-shirt con la foto del mitico giocatore del Cagliari.
"Lui è rimasto in Sardegna nel bene e nel male", spiega Pilu, "era un uomo incredibile, una persona che ho sempre stimato".
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