In Brasile, la più estesa monocoltura di eucalipto del mondo provoca effetti negativi per l'ambiente e le popolazioni locali. L’impatto principale è sulle risorse idriche.
Negli ultimi decenni coltivazioni enormi di eucalipto hanno sostituito la vegetazione naturale locale nello stato del Minas Gerais.
Jolanda Pupillo ne ha parlato con Marco Iob, coordinatore dei progetti di cooperazione internazionale in America Latina e delle campagne ambientali del CEVI, Centro di volontariato internazionale.
"L’eucalipto è una pianta che cresce molto rapidamente e viene utilizzata nella produzione di carbone vegetale e il carbone viene usato nelle acciaierie", spiega Iob.
Queste piantagioni ricoprono centinaia di migliaia di ettari, ha affermato Iob, e il problema risiede nell'approvigionamento idrico.
"L’eucalipto utilizza per la crescita molta acqua, molta di più di quella che era la vegetazione naturale, pertanto la sottrae alle falde sotterranee che dovrebbero alimentare le sorgenti che dovrebbero dare l’aqua alle comunità rurali locali e questa è stata una delle cause dell’emigrazione delle popolazioni locali da queste zone".
Ascolta l'intervista a Marco Iob:
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