"Siamo di fronte ad una decisione che rappresenta un fatto nuovo in sette mesi di guerra in Medio Oriente, e che potrebbe significare la fine della pazienza degli Stati Uniti, nei confronti di Israele", commenta il giornalista esperto di questioni statunitensi, Giampiero Gramaglia, ai microfoni di radio SBS.
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A pesare nella decisione degli Stati Uniti, vi è la preoccupazione che le armi possano essere usate nell'invasione di Rafah.
Tuttavia si tratta di una scelta momentanea e accompagnata da un rinnovo al sostegno a Israele riguardo al diritto di difendersi.
"Sono vicine le elezioni presidenziali e il timore di Biden e dei democratici è quello di alienarsi il voto degli arabo americani e il voto dei giovani di sinistra, proprio per le conseguenze del conflitto in Medio Oriente", conclude Gramaglia.
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