In un contesto di crescente attenzione alle violenze di genere e alla tratta di esseri umani, il nuovo rapporto "Women State Trafficking" (WST) raccoglie le testimonianze di 33 migranti, tra cui diciannove donne e quattordici uomini, che raccontano le drammatiche esperienze di violenza da loro subite tra Tunisia e Libia.
Il rapporto si propone di far luce su una realtà drammatica, colpendo in particolare le donne nere migranti, spesso vittime di esperienze atroci come sequestro e schiavitù.
Rapporto allucinante da leggere. Purtroppo sta accadendo oggi.Sofia Pressiani, vicepresidente di OnBorders.
"WST è una raccolta di testimonianze di migranti subsahariani che si trovano tra la Tunisia e la Libia e sono vittime di violenza, sequestro e riduzione in schiavitù", spiega Sofia Pressiani, vicepresidente di OnBorders.
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"Si tratta di un processo che viene messo in atto con una sistematicità impressionante".
Il documento chiarisce dove si trovano i luoghi di cattura, in che modo vengono perpetrate le violenze, come avviene la tratta — perché di questo si tratta — delle persone catturate tra il confine tunisino e quello libico, e descrive le condizioni di detenzione nei cosiddetti lager libici.
Purtroppo, per le donne vittime di abusi, viene anche evidenziata la realtà tragica della prostituzione forzata a cui sono sottoposte.
È fondamentale essere informati su quanto accade, purtroppo, sulla pelle di molte, troppe persone.Sofia Pressiani.
Il rapporto è stato presentato al Parlamento europeo lo scorso 22 aprile, alla presenza dei parlamentari Ilaria Salis, Leoluca Orlando e Cecilia Strada.
Il coinvolgimento dell'Europa si concretizza con i finanziamenti che vengono dati attraverso le politiche, anche italiane, di esternalizzare il confine dell'Europa.
“L’Europa finanzia questo tentativo di trattenuta di migranti lungo le coste africane”.
“L’Italia ha affidato a Paesi come la Tunisia, la Libia, l’Egitto il compito di tenere i migranti e di non farli sbarcare. Questo è il coivolgimento che noi cerchiamo di contrastare”.
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