Paola Ghezzi, rappresentante Paese di IBO Italia in Tanzania, ha illustrato gli interventi della ONG che il prossimo anno compirà 70 anni.
Fondata nel 1957 da padre Angelo Marcandella, IBO Italia nacque ispirandosi al modello promosso in Belgio da padre Werenfried van Straaten, che già nel 1953 coinvolgeva migliaia di giovani europei nella ricostruzione di case, scuole e chiese.
In quasi 70 anni di attività, IBO ha portato avanti il proprio impegno nel volontariato e nei campi di lavoro, estendendo dal 1972 la sua azione anche all’estero. Proprio in quell’anno avviò il primo progetto di cooperazione internazionale nell’ex Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo.
Dal 2018, IBO è presente anche in Tanzania, Paese nel quale promuove progetti di cooperazione internazionale.
"La situazione dell'istruzione in Tanzania è davvero critica, sia a livello infrastrutturale che di formazione degli insegnanti", ha affermato Paola Ghezzi.
"Per questo IBO in Tanzania forma e supporta il personale docente locale di scuole pubbliche, attraverso sessioni di formazione e di accompagnamento tecnico", ha aggiunto.
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Un altro ostacolo da superare è quello della discriminazione subita dalle persone con disabilità, che spesso vengono emarginate dalla società.
"Facciamo attività di sensibilizzazione, per esempio con i genitori, con le donne in età fertile, con le ragazze in età fertile, ma anche con i leader di villaggio, i leader religiosi, i leader governativi", ha spiegato Ghezzi.
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