Mentre il conflitto in Medio Oriente prosegue, tra aperture diplomatiche e minacce di Trump a Teheran, tre persone sono state uccise in un attacco a una moschea di San Diego, alimentando i timori per l’effetto delle tensioni legate alla guerra sul clima sociale americano.
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Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco contro l’Iran in seguito alla richiesta di alcuni Paesi del Golfo, per favorire i negoziati di pace, avvertendo però di essere pronto a "un attacco su vasta scala".
Secondo il giornalista ed ex direttore dell’ANSA Giampiero Gramaglia, il tycoon sarebbe in difficoltà perché "il conflitto gli sta erodendo il consenso interno", a partire dalla crisi energetica.
"I prezzi alla pompa continuano a salire e a trarne profitto sono le grandi aziende petrolifere americane, con il petrolio statunitense che si vende più che mai, ma i consumatori ne risentono", aggiunge Gramaglia.
Nel frattempo, una sparatoria nella principale moschea di San Diego ha causato tre vittime, alimentando i timori per l’effetto delle tensioni legate alla guerra in Medio Oriente sul clima sociale americano.
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Questo episodio richiama il recente attacco contro una sinagoga in Michigan, spiega l’ex direttore dell’ANSA, aggiungendo che "richiama anche l’uccisione, nel settembre scorso, di Charlie Kirk".
Episodi che confermano l'apertura alla violenza della società americana, ma anche un clima in cui le guerre in Medio Oriente e la polarizzazione politica americana alimentano pulsioni che spesso sfuggono al controllo.Giampiero Gramaglia, giornalista ed ex direttore dell'ANSA.
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