In un Paese già in grosse difficoltà, l'escalation aumenterebbe il numero di vittime e sfollati, già insostenibile per le agenzie umanitarie. Ce ne ha parlato Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia.
Le operazioni militari israeliane in Libano hanno ulteriormente aggravato le condizioni di vita di milioni di cittadini.
Se il Paese dei cedri viveva già un periodo di grossa crisi sociale e economica prima del conflitto, questa escalation militare ha di fatto creato un esercito di famiglie sfollate.
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I bisogni ormai superano le possibilità delle agenzie umanitarieAndrea Bonamini, UNICEF Italia

"Abbiamo richiesto un aiuto di 105 milioni di dollari nei prossimi tre mesi: è assolutamente necessario", ha spiegato Andrea Bonamini, portavoce di UNICEF Italia, che ha specificato: "aiuti di prima necessità, medicinali, ma anche e soprattutto acqua pulita."
Bonamini ha raccontato una situazione di grossa difficoltà, in cui a pagare più di tutti sono i più piccoli.
"I bambini stanno vivendo un incubo, sono esposti ad attacchi continui e devono vagare da un campo di rifugio all'altro: è una vita all'insegna del terrore", ha spiegato.
E c'è anche di peggio: "Ci sono tantissimi bambini che vivono per strada, perché hanno perso i genitori e vivono alla bene meglio per le strade", ha spiegato Bonamini.
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