I "Territori Palestinesi Occupati" e gli insediamenti israeliani illegali: la svolta del governo australiano

Palestinian demonstrators in Gaza

Manifestanti palestinesi a Gaza. Source: AAP / AP

D'ora in poi la Cisgiordania e Gaza verranno definiti dal governo australiano come “Territori Palestinesi Occupati” e gli insediamenti dei coloni israeliani come “illegali”. La decisione è stata presa dal governo in vista del congresso laburista della settimana prossima.


Dal 17 al 19 agosto si terrà a Brisbane il congresso nazionale del partito laburista.

Nell’ultimo incontro preparatorio, tenutosi lo scorso martedì 8 agosto, è stata presa una decisione di politica estera commentata da alcuni come particolarmente significativa.

Non è solo una questione di linguaggio, infatti, se da ora in poi la Cisgiordania e Gaza verranno definiti dal governo australiano come “Territori Palestinesi Occupati” e gli insediamenti dei coloni israeliani come “illegali”.

Secondo il leader dell’opposizione Peter Dutton questa mossa è una concessione alla sinistra del partito, per evitare lotte di corrente e magari richieste più “imbarazzanti”, come quella per il riconoscimento immediato di uno stato palestinese.

Per la ministra degli Esteri Penny Wong, invece, non si è trattato altro di ripristinare la posizione australiana, allineandola a quella dei passati governi e alle risoluzioni ONU dopo che Scott Morrison aveva, secondo Wong, compiuto giochi politici incurante delle conseguenze che questi avrebbero potuto avere.

Premi il tasto 'Play' per ascoltare l'analisi del corrispondente per il Medio Oriente Michele Giorgio

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