Giampiero Gramaglia, esperto di politica statunitense, riassume i momenti più salienti dell'anno appena terminato.
"Nell'opinione pubblica americana sembra prevalere l’impressione che l’amministrazione Trump abbia abbandonato ogni iniziativa di prevenzione al Covid 19, nonostante il team di esperti della Casa Bianca non abbia mai smesso di ricordare i rischi del contagio, che viaggia a ritmi record", spiega Giampiero Gramaglia.
Il presidente in pectore Joe Biden sta muovendo delle pesanti critiche all'operato di Trump, affermando che "finora sono state vaccinate circa due milioni di persone, se continuassimo con questo ritmo impiegheremmo anni per vaccinare tutta la popolazione americana".
I mesi cruciali per le vaccinazioni saranno quelli di gennaio e febbraio. "Staremo a vedere come il governo di Biden affronterà l’emergenza", commenta Gramaglia, che aggiunge un resoconto sul numero delle vittime: "siamo ad 1 persona su 15 tra i contagiati e 1 su 1000 per i morti, è come vivere un 11 settembre al giorno, a causa del coronavirus".
Ma questo 2020 è stato contrassegnato anche dalle elezioni presidenziali: una campagna elettorale combattuta senza esclusioni di colpi, seguita da un conteggio dei voti che si è rivelato essere anch'esso teatro di una lunga battaglia, anche legale.
L'insediamento di Biden avverrà come da tradizione il 20 gennaio.
Il presidente uscente sta facendo uso fino alla fine dei sui poteri legittimi, come concedere la grazia e commutare le pene.
"Nella tradizione degli Stati Uniti lo fece anche Obama, con cifre largamente superiori a quelle di Trump, e svuotò i bracci della morte di un buon numero di detenuti anziani e concesse a questi di morire nelle proprie case".
Quello che fa specie, secondo Gramaglia, non è tanto il numero delle grazie concesse da Trump (che sono circa una quarantina) quanto chi sono le persone a cui il presidente uscente le sta concedendo.
“Sono tutti suoi amici o ex collaboratori, coinvolti in reati connessi al loro ruolo nella campagna elettorale del 2016. Si parla di concessione di indulto per i suoi famigliari e del suo avvocato personale Rudolf Giuliani”.
Ricordando i numeri parrebbe chiara la vittoria di Biden, ma sappiamo che Trump sta cercando fino all’ultimo di rovesciare il risultato delle elezioni e "i tentativi non sono ancora finiti", aggiunge Gramaglia, “la notizia di poche ore fa è che un senatore del Missouri ha dato il suo assenso a Trump per contestare i risultati".
La legge prevede che quando il nuovo congresso si riunirà il 6 gennaio 2021 in sessione plenaria per contare il numero dei voti dei grandi elettori, basterà l’istanza di un solo senatore per costringere il congresso a votare su chi abbia effettivamente vinto le elezioni.
Staremo a vedere cosa succederà, conclude, se ci sarà una ri-conferma oppure un ribaltamento della questione.
Ascolta l'intervista:
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