Il coro La Seconda Gioventù si riunisce ogni settimana guidato da Simone Marino per cantare canzoni tradizionali italiane che aiutano i partecipanti a ritrovare il contatto con la propria lingua, la loro identità culturale e i ricordi del passato.
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A Perth, nel Western Australia, un gruppo di anziani italiani ritrova ogni settimana ricordi, emozioni e senso di appartenenza grazie alla musica.
Il gruppo si chiama “La seconda gioventù”, ed è un coro composto da circa cinquanta migranti italiani, molti dei quali convivono con la demenza.
A dirigere il progetto è Simone Marino, antropologo e sociologo impegnato in un post-dottorato presso la Edith Cowan University.
Ascolta la storia del coro La seconda gioventù cliccando il tasto "play" in alto a sinistra
Il coro nasce all’interno del centro diurno InCasa, dove Simone conduce attività musicali dedicate agli anziani della comunità italiana.
"Il coro nasce in modo spontaneo. Durante le sessioni musicali nelle nelle strutture per anziani mi sono accorto che molte persone non volevano solo ascoltare, ma partecipavano attivamente e cantavano", racconta Simone a SBS Italian.

Da quell’esperienza spontanea è nato un appuntamento fisso del venerdì mattina, diventato nel tempo molto più di una semplice attività musicale.
Il canto infatti non migliora solo l'umore ma aiuta a sviluppare un senso di appartenenza e una "riattivazione sociale".
"Persone che prima erano isolate iniziano a interagire", spiega Simone, che racconta come questo coro riesca ad aiutare moltissimo chi soffre di demenza.
"Alcuni partecipanti che inizialmente erano molto silenziosi o disorientati sono diventati più attivi durante il canto. Ci sono persone che che non parlano affatto oppure persone che parlano poco nella quotidianità ma riescono a cantare intere canzoni, come se la musica aprisse una via alternativa alla comunicazione".
La figlia di un partecipante mi ha chiesto: 'Che cosa hai fatto a mio padre?' Perché il padre aveva ritrovato una motivazione che sembrava persa e cominciava a cantareSimone Marino
Il coro piano piano è diventato un "rituale" per i suoi partecipanti, che hanno iniziato anche a prestare cura a come si vestivano e a come si presentavano.
"Ho visto giacche nuove o spille e cappelli dell'Italia... Le donne cominciavano a prendersi cura dei capelli o delle unghie, sono piccoli segnali che sono molto significativi, perché sono segnali di riattivazione dell'identità ma anche dell'autostima".
La Seconda Gioventù si riunisce ogni settimana per cantare canzoni tradizionali italiane, generalmente brani degli anni '40, '50 e '60, quelle che Simone Marino chiama "le canzoni della loro vita".
C'è chi piange, c'è chi ride, c'è chi porta i biscotti fatti in casa... è il giorno più bello della settimana, come mi è stato detto da uno dei partecipanti del coro che che è venuto a mancare l'anno scorso, ErmandoSimone Marino

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