Contanti o cashless? L'Australia sembra andare spedita verso quest'ultimo scenario, e i numeri sembrano confermare questa impressione.
Solo un decennio fa, più della metà delle transazioni avveniva in contanti. Ora sono solo una su sette.
E da questo sono nate anche proteste, come il "Draw Out Some Cash Day", nato da una petizione online per protestare contro la diminuzione dell'uso del contante nella società di oggi.
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La maggior parte delle persone che continuano a preferire il contante hanno più di 65 anni, e il processo sembra irreversibile, se si pensa che il numero di sportelli bancomat in tutto il Paese è sceso dai quasi 14mila del 2017 ai meno di 6000 del giugno 2023.
Secondo Gina Bertolin Papa, negoziante di Sydney, "sono proprio i più anziani a resistere al cambiamento, ed è una cosa normale".
Paolo invece è combattuto: "uso il pagamento elettronico per restare incluso nella società, anche se ci sono molti più rischi".
A Paolo fa eco Lara, che dice di usare la carta di credito obtorto collo, "visto che mi hanno clonato già un sacco di carte".
"Si tratta di un processo evolutivo", chiarisce infine il docente di Economia alla Southern Queensland University Fabrizio Carmignani. "A sua volta anche la moneta aveva rimpiazzato altri metodi di pagamento".
Se vogliamo, possiamo parlare di darwinismo finanziarioF. Carmignani
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