Una lunga notte sulla rotta balcanica della migrazione è al centro del documentario italiano girato da Federico Cammarata e Filippo Foscarini.
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Arriva anche a Melbourne Ore di veglia, col titolo inglese Waking Hours. Girato dai registi italiani Federico Cammarata e Filippo Foscarini, ex compagni di studi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo e già collaboratori per Tardo agosto (2020), il documentario è ambientato sulla cosiddetta rotta balcanica della migrazione.
Tra le ombre della foresta, in cui spesso emergono solo suoni e sagome, la platea diventa testimone di una notte in un accampamento di trafficanti di migranti, ripresi mentre attendono persone da traghettare oltre il confine.
"L'intera impresa è stata abbastanza rocambolesca: il film racconta praticamente una lunga notte che non finisce mai all'interno delle foreste della Serbia, insieme a questo gruppo di passeurs provenienti dall'Afghanistan", spiega al microfono di SBS Italian il coregista Federico Cammarata.
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"È abbastanza singolare il modo in cui noi siamo letteralmente inciampati nella loro storia, perché il motivo principale per cui noi avevamo compiuto questo primo viaggio in Serbia era completamente scollegato da quello che poi è stato", racconta.
"Di fatto noi eravamo partiti ormai nell'estate del 2023 per andare a cercare un insetto sopravvissuto solo sul fiume Tibisco, che si trova proprio al confine tra la Serbia e l'Ungheria", spiega Cammarata.
"C'era un interesse a vari livelli a non far trapelare troppo la gravità della situazione, perché di fatto lì c'erano centinaia di persone che vivevano in modo semistabile, diciamo, dentro la foresta, ed erano dei veri e propri clan in conflitto tra di loro".
Una volta realizzato quel che stava accadendo nella regione, i due registi hanno cambiato il soggetto del loro documentario, producendo un resoconto originale e poetico sulla rotta balcanica, che è poi stato presentato in concorso alla 40ma Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2025.
"Il film è girato tutto dentro un unico accampamento di uno di questi gruppi di notte, perché era il momento per loro più sicuro, e anche per noi, perché chiaramente rappresentava un rischio in parte anche per noi essere lì".
Proprio perché ci sono lunghe parti del film in cui noi stessi non vedevamo bene quello che c'era di fronte a noi, ci siamo affidati quasi totalmente al suono, che quindi guida gran parte del filmFederico Cammarata
Sullo schermo si avvicendano scene buie o parzialmente illuminate, accompagnate da suoni e rumori della foresta e dalle conversazioni tra i passeurs. Un approccio sperimentale che a Venezia è valso ai due registi il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo Tecnico.
Waking Hours (Ore di veglia) sarà proiettato al MIFF mercoledì 19 agosto alle 21:15. Il sito del MIFF per vedere il programma completo è miff.com.au

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