Tre tra le quattro maggiori banche australiane, la Commonwealth, NAB e ANZ, hanno introdotto dei criteri minimi per la presenza in ufficio, criteri che però, per loro stessa ammissione, non sono al momento rispettati.
Il fatto di poter lavorare da casa apre una serie di possibilità a chi magari prima non avrebbe potuto accettare un lavoro per via di obblighi familiari o impegni di altro tipo, spiega il professore di Finanza di UNSW di Canberra Max Tani.
Ma, spiega Tani, i manager hanno spesso più difficoltà a gestire il personale che lavora da casa, e qui aiuta la tecnologia che "sta diventando un vero e proprio controllore" che monitora la produttività.
"Ormai la tecnologia sta raccogliendo tantissime informazioni, (...) ma comincia ad entrare in territori che sono ancora inesplorati da un punto di vista di morale", ha affermato Tani.
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