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"Il governo crea italiani di Serie A, B e ora anche C": critiche alla nuova legge sull'assistenza sanitaria

La nuova legge riconosce il diritto all’assistenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale italiano.

La nuova legge riconosce il diritto all’assistenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Credit: pexels.com

Il Senato italiano ha approvato definitivamente la legge che riconosce il diritto all’assistenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale agli italiani iscritti all’AIRE e residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea e non aderenti all’EFTA, l'Associazione europea di libero scambio, ma per accedere ai servizi sanitari bisognerà pagare una flat-tax annuale di 2000 euro.


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By Carlo Oreglia

Source: SBS


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Il Senato italiano ha approvato definitivamente la legge che riconosce il diritto all’assistenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale agli italiani iscritti all’AIRE e residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea e non aderenti all’EFTA, l'Associazione europea di libero scambio, ma per accedere ai servizi sanitari bisognerà pagare una flat-tax annuale di 2000 euro.


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La misura è attesa dalla fine dello scorso anno, quando la Camera dei deputati aveva approvato il testo, con il Senato che ha votato a favore senza modifiche sostanziali.

All'indomani del primo voto alla Camera, l'onorevole Andrea Di Giuseppe, esponente della maggioranza e primo firmatario della proposta di legge, aveva commentato con soddisfazione l'approvazione che, secondo lui, rendeva giustizia agli italiani all'estero.

"È un passaggio epocale per gli italiani all'estero, che finalmente hanno visto giustizia dopo 25 anni di chiacchiere", aveva dichiarato.

Ma per accedere ai servizi sanitari bisognerà pagare una flat-tax annuale di 2000 euro: non solo, in caso di interruzione del pagamento bisognerà in caso si voglia poi usufruire del Servizio Sanitario ripagare le annate mancanti con gli interessi.

"Questa è un'aberrazione stabilita in forma punitiva, come se uno avesse evaso il fisco per anni e deve pagare gli arretrati. In realtà tutto questo non rientra nelle normative fiscali né europee né transfrontaliere", commenta a SBS Italian Francesco Paolucci, professore di economia e politiche sanitarie all'Università di Bologna in Italia e all'Università di Newcastle in Australia.

Ascolta l'analisi di Francesco Paolucci cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra

Il professore è critico verso l'iniziativa del governo, che a suo dire è discriminatoria.

"Il governo ha cercato di stabilire una sorta di graduatoria fra italiani di serie A e italiani di serie B. Addirittura qui abbiamo introdotto gli italiani di serie C, perché ci sono gli italiani che vivono in Italia, lavorano in Italia pagano le tasse in Italia", prosegue Paolucci, "e poi ci sono gli italiani europei e poi si stabiliscono gli italiani extracomunitari, con un gioco che sostanzialmente porterà pochissimo l'introito perché le stime sono veramente quasi ridicole".

Ci sono talmente tante problematiche e ambiguità che secondo me non reggerà il test del tempo
Francesco Paolucci

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