Il Museo Nazionale del Cinema è ospitato dal 2000 nell'edificio simbolo di Torino, la Mole Antonelliana, ma la collezione da cui è nato risale a molti anni prima.
Già nel 1941 la studiosa torinese del cinema Maria Adriana Prolo cominciò a progettare l'istituzione di un museo, al quale avrebbe destinato la sua collezione di materiali di ogni tipo (fotografie, gadget pubblicitari, manifesti, brochure) che documentano la nascita del cinema, la sua diffusione e il suo sviluppo nel tempo.
"Unire la magia dell'architettura della Mole alla magia del cinema, con le proiezioni, gli oggetti e tutti gli apparecchi legati al mondo del cinema, è stata un'idea vincente", commenta ai microfoni di SBS Italian Domenico De Gaetano.

All'epoca del cinema muto Torino era la "Hollywood" italiana, e all'interno della collezione ci sono preziosi documenti di quella fase, in particolare legati al primo kolossal della storia del cinema, Cabiria, girato proprio a Torino da Giovanni Pastrone.
A capo del prestigioso Museo piemontese dal 2019, pochi mesi dopo il suo insediamento Domenico De Gaetano ha dovuto chiudere bottega per via del COVID e reinventare la sua attività, che nel 2020 avrebbe previsto le celebrazioni per i vent'anni del Museo alla Mole Antonelliana.
"Dopo quattro mesi abbiamo dovuto cambiare completamente i nostri piani", ricorda De Gaetano, "ma i numeri delle visite adesso sono molto importanti, abbiamo praticamente gli stessi numeri del 2019".
Se a tre anni di distanza la situazione sembra ritornata alla normalità, almeno per quanto riguarda il Museo, lo stesso non si può dire purtroppo per le sale cinematografiche.
A Melbourne De Gaetano incontrerà i colleghi e le colleghe dell'ACMI, Australian Centre for the Moving Image, nella speranza che possano nascere eventuali collaborazioni future.
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