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Tra fumetti e new media, la ricerca sulle identità transnazionali di Marina Buzzetti

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Marina Buzzetti negli studi di SBS di Melbourne. Credit: SBS Italian

Marina Buzzetti, dottoranda alla Monash University di Melbourne, sta svolgendo un progetto di ricerca che analizza come autori sino-italiani o di origine cinese esprimano la propria identità attraverso i fumetti e i "new media".


Marina Buzzetti è originaria di Bergamo, ha vissuto e studiato in Emilia-Romagna e in Cina e, dal 2024, si trova a Melbourne, dove ha da poco iniziato il secondo anno di dottorato alla Monash University.

Il suo progetto di ricerca "si occupa di capire come le identità sino-italiane vengono rappresentate nei fumetti, nei comics e nei new media", ha spiegato Marina ai microfoni di SBS Italian. "Diciamo che, in termini più generali, si tratta di arti visive", ha aggiunto.

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Marina è originaria di Bergamo ma, prima di trasferirsi in Australia, ha vissuto e studiato a Rimini, Bologna e in Cina. Credit: Marina Buzzetti

Per farlo, il suo studio analizza i lavori di "persone che hanno prodotto fumetti in cui emergono elementi della loro identità culturale, per poi esaminare anche i loro contenuti nei new media, quindi il modo in cui parlano di sé o della propria identità, per esempio su Instagram e altri social".

Questo doppio strumento di analisi, fumetti e piattaforme digitali, è stato scelto da Marina perché "nell’era della massima tecnologia, in cui cerchiamo tantissime informazioni su Internet per capire il mondo e informarci, un lavoro basato solo sulla letteratura, quindi sul fumetto, a mio parere non bastava".

Sono tre gli autori al centro dello studio della giovane ricercatrice bergamasca, con origini, storie e modalità diverse di rivelare elementi della propria identità.

"È un po' uno scoprire quali parti dell’identità ciascun fumettista inserisce nei propri lavori, a volte consapevolmente, altre inconsapevolmente", ha spiegato la dottoranda.

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Marina ha vissuto in Cina da agosto 2017 a luglio 2018. Credit: Marina Buzzetti

L’idea di questo progetto è nata mentre Marina lavorava come insegnante di italiano per stranieri, dopo essere rientrata da un periodo di studio in Cina e, in particolare, con l’avvento del Covid, che ha inciso in modo negativo sulla vita di alcuni suoi studenti cinesi.

"Hanno purtroppo vissuto episodi di razzismo, più o meno gravi. Da parte mia c’è stato anche un supporto psicologico, senza nulla di straordinario: è stato un ascolto reciproco, un’esperienza molto significativa. Tuttavia, grazie ai miei studi sulla Cina, ho capito di voler contribuire in modo più concreto e ho pensato di analizzare proprio le loro identità".

I concetti affrontati nel progetto di Marina, come quelli di identità e comunità transnazionali, sono molto attuali nelle società odierne, sempre più complesse e multiculturali. Ma in quale quadro si inseriscono?

"Mi duole dirlo, ma non stiamo andando in una direzione particolarmente positiva. Ci sono alcuni Paesi che cercano di rimanere sulla giusta strada, ma molti altri si stanno polarizzando, e anche la politica, a mio parere, sta diventando sempre più polarizzata. In realtà esiste tutta una scala di grigi, anzi, di colori, in cui le persone migranti vivono e si riconoscono", ha concluso la dottoranda.

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