Il reddito universale è un'ipotesi realistica?

A woman is holding an empty wallet

A woman is holding an empty wallet indoor Source: Moment RF / Karl Tapales/Getty Images

È possibile la creazione di un reddito universale, che consenta a tutti di vivere dignitosamente e indipendentemente dal fatto che si lavori?


Durante lo scorso mese di maggio, il governo italiano ha ufficializzato la graduale eliminazione del reddito di cittadinanza.

Nei giorni scorsi questa decisione si è concretizzata e 169.000 persone hanno ricevuto una notifica tramite SMS dell'interruzione del pagamento, provocando proteste e sovraccarichi di chiamate all'INPS.

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Prendendo spunto dall'attuale situazione italiana, ci siamo interrogati sul principio che era alla base del reddito di cittadinanza, ovvero la creazione di un reddito per tutti.

Lisa Magnani, professoressa del dipartimento di economia della Macquarie University, ha commentato ai microfoni di SBS Italian che: "un reddito universale ha il vantaggio di coprire le necessità vitali di tutti, indipendentemente da quello che il mercato del lavoro richiede".

Fabrizio Carmignani, professore di economia alla Griffith University, ha spiegato che la Finlandia è tra i Paesi ad aver sperimentato, per due anni, quello che era davvero un reddito di stato senza condizioni.

E ha proseguito affermando che "il dato interessante è che non si sia rilevato un disincentivo al lavoro". Al contrario, nel gruppo che riceveva il reddito minimo garantito, la percezione della qualità di vita era significativamente più alta.

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