Martedì 18 luglio era arrivata la condanna al carcere per tre anni da parte di un tribunale egiziano per lo studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki.
Erano passati oltre due anni e mezzo dal suo arresto all'aeroporto del Cairo nel 2020, e Zaki solo ad inizio settimana era stato dichiarato colpevole di aver diffuso disinformazione.
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Secondo il corrispondente dal Medio oriente Michele Giorgio, il reato contestato di disinformazione "è una frase generica con la quale le autorità egiziane possono accusare di tutto delle persone, che sono, tra l'altro, arrestate in modo arbitrario in gran parte dei casi".
Giorgio riporta come siano in molti a ritenere che la grazia concessa dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi non sia che "un colpo di teatro" al fine di "lucidare l'immagine molto offuscata del regime con un gesto di magnanimità".
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