La settantaquattresima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico.
Secondo il giornalista musicale Jacopo Tomatis, "Sanremo si è evoluto nel corso del tempo" e, ancor prima delle cinque edizioni firmate da Amadeus, già si avvertivano i cambiamenti sotto la direzione di Claudio Baglioni.

"Sanremo cresce con gli ascolti perché oggi è diverso da quello che era nei primi anni Duemila o negli anni Ottanta", spiega Tomatis ai microfoni di SBS Italian, "ed è stato riappropriato anche dagli adolescenti".
I dati di ascolti dicono che molti di questo 60% e più di share sono ragazzi, gente che magari dieci, vent'anni fa non sarebbe rimasta il sabato sera a casa per guardare il festival di Sanremo.
"Sono sempre meno le persone che si vantano di non averne visto nemmeno un minuto", secondo Tomatis.

Un podio giusto con "le canzoni che avevano più chance di vincere", "tre belle canzoni": questa la valutazione di Jacopo Tomatis sui vincitori, con un unico rammarico sulla canzone di Mahmood Tuta Gold, che avrebbe meritato di più, "una delle canzoni più belle, più fresche, più nuove".
In questo podcast Jacopo Tomatis racconta il suo Sanremo, tra canzoni, momenti memorabili e uno sguardo al futuro della vincitrice Angelina Mango e al suo - auspicato, probabile - successo a Eurovision 2024.

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