Il segretario di stato statunitense Antony Blinken ha iniziato nei giorni scorsi un tour tra Medio Oriente ed Europa per discutere la situazione nella striscia di Gaza.
A tre mesi dall’inizio del conflitto, gli Stati Uniti hanno intrapreso questa nuova iniziativa diplomatica per spingere le nazioni più coinvolte a fare il possibile affinché il conflitto non si estenda in altre aree.
Secondo il giornalista Giampiero Gramaglia, i timori che questo possa accadere "si sono acuiti negli ultimi giorni" dopo l'uccisione a Beirut da parte di Israele di Saleh Al-Arouri, uno dei maggiori leader di Hamas, e dopo l'attentato in Iran della settimana scorsa durante una cerimonia in memoria di Qassem Solemaini, ucciso dagli Stati Uniti a Baghdad nel 2020.
Anche il re di Giordania ha chiesto agli Stati Uniti di far pressione su Israele perché allentino la presa sulla popolazione civile della Striscia di Gaza.Giampiero Gramaglia, giornalista
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.
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