Nato in Lituania 34 anni fa, Karolis Budreckas non ha vissuto la "classica" storia d'amore con l’Italia. L’italiano, semplicemente, gli è toccato in sorte. Dopo essersi trasferito da adolescente in Spagna, dove ha studiato interior design, durante l'università si è infatti ritrovato a Brescia.
“Ho dovuto imparare l’italiano per forza”, racconta con un sorriso al microfono di SBS Italian. Un apprendimento passato attraverso un libricino spagnolo-italiano, qualche frase utile per la sopravvivenza e alcune presentazioni preparate parola per parola senza nemmeno capire sempre il significato. “Funzionava, anche se non era il modo più moderno del mondo… d'altra parte allora non c’erano app e AI come oggi!”.
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A proposito di app, oltre al lavoro come pittore (o meglio “imbianchino”, per evitare fraintendimenti), Karolis porta avanti anche PathGro, una piattaforma che vuole connettere startup e utenti, ovvero persone con idee imprenditoriali che attendono di incrociare le opinioni e l'esperienza di chi può aiutarli a sviluppare i loro progetti, trasformandoli in attività economiche.
"Se la comunità di chi usa la app vota una determinata idea, allora quello diventa un progetto vero, con mentoring e possibilità di finanziamenti. È una specie di crowdfunding garantito dagli iscritti alla app", spiega Karolis.
Amo la musica di Ludovico Einaudi, ma i miei colleghi non lo sopportanoKarolis Budreckas
Ad ogni modo, qualunque sarà la strada del futuro, una cosa è certa: l’italiano non lo perderà. Il Bel Paese, che era entrato nella sua vita quasi per caso, oggi ha assunto una dimensione importante.
In Australia Karolis lavora infatti per un’azienda - Italpaint - fondata da un siciliano. E le sue giornate scorrono spesso alternando inglese, spagnolo e italiano. “Capita che in una stessa ora debba parlare tre lingue diverse… non è sempre facile, ma è bellissimo”, spiega.
Con l’Italia, il 34enne lituano sente un legame che col tempo si è consolidato. L’ha capita, dice, proprio grazie alla lingua: la centralità del cibo, la vita sociale, quel modo unico di stare insieme. La musica lo accompagna ancora oggi – da Ludovico Einaudi ai Måneskin, che ha “scoperto” proprio a Brescia, quando ancora non erano famosi.
Le cose difficili? I plurali, i generi, e soprattutto i dialetti: “Quando il mio capo parla in siciliano con suo fratello… è durissima! Però mi piace anche questo”, racconta.
Dell'Italia mi attira e mi manca lo stile di vita: è davvero specialeKarolis Budreckas
Quello che gli manca di più dell'Italia è proprio lo stile di vita. Quella vita bella e dolce, che contempla il tempo per vivere, per mangiare, per guardare il mare. “Forse un po’ la romanticizzo – ammette – ma è davvero una cosa speciale dell’Italia”.
A questo punto, qualsiasi cosa riservi il futuro, Karolis Budreckas è certo che l'italiano continuerà a ricoprire un ruolo centrale nella sua vita. “Lo conserverò al cento per cento. Mi piace troppo la lingua e mi piace troppo la cultura italiana”, conclude.
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