Il gruppo di 34 persone è stato successivamente costretto a tornare al campo di detenzione di Roj, dopo essere stato bloccato dalle autorità governative siriane per quelli che sono stati definiti "motivi tecnici".
Il primo ministro Anthony Albanese ha dichiarato che il governo federale non prevede di rimpatriare il gruppo e che qualsiasi decisione sui provvedimenti di esclusione temporanea dipenderà dal parere ricevuto dalle agenzie competenti.
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Il senatore dei Verdi David Shoebridge ha lanciato un appello a favore del rimpatrio, sostenendo che è una responsabilità fondamentale del governo federale proteggere i cittadini australiani, in particolare i bambini del gruppo.
Il senatore liberale Jonathon Duniam invece ha chiesto al governo di attuare con urgenza le ordinanze di esclusione temporanea per impedire al gruppo di famiglie di tornare dalla Siria in Australia.
Tali ordinanze impedirebbero legalmente a questi cittadini australiani di tornare in Australia per un periodo massimo di due anni, se considerati un rischio per la sicurezza.
Quale sarà allora il futuro per queste famiglie?
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