Il 24 febbraio 2026 (orario di Washington), il presidente americano Donald Trump ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione di fronte al Congresso degli Stati Uniti.
Il presidente ha elencato i successi della sua amministrazione, toccando diversi temi: dall’inflazione e i redditi alla sicurezza interna, dalla questione dei dazi all’immigrazione, dalla delicata situazione con l’Iran fino ai negoziati per la pace in Ucraina.
"C’è stata una prima ora con un Trump positivo, in cui ha presentato i risultati del suo secondo anno di mandato in termini estremamente favorevoli ed elogiativi", ha spiegato il giornalista ed ex direttore dell’ANSA Giampiero Gramaglia.
"Dopodiché il tono è cambiato e siamo passati a un Trump aggressivo e combattivo nei confronti dell’opposizione democratica, quindi a un discorso che aveva più le caratteristiche di un comizio che del tradizionale Stato dell’Unione", ha aggiunto.
Non sono mancate controversie e contestazioni da parte dell’opposizione.
"Può anche darsi che il cambio di tono e di atteggiamento, a metà circa del discorso, sia stato ispirato proprio dalle contestazioni dei democratici. Alcuni hanno abbandonato l’emiciclo durante l’intervento, altri non si erano neppure presentati", ha commentato Gramaglia.
Il discorso di Donald Trump arriva diversi mesi prima delle elezioni di metà mandato, previste per il prossimo novembre.
Secondo molti sondaggi, l'indice di gradimento dell'amministrazione attuale è basso.
"C’è un sondaggio Ipsos che indica come il 60% dei cittadini americani bocci il suo operato. Un altro, della CNN, attribuisce al presidente un tasso di approvazione del 32%", ha spiegato Gramaglia.
"Siamo dunque su livelli di popolarità bassi, circa dieci punti in meno rispetto a un anno fa, cioè all’inizio del suo secondo mandato: questo ha probabilmente orientato il presidente verso un discorso in cui ha insistito molto sui risultati economici raggiunti".
Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervento di Gramaglia
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