Nuove direttive entrate in vigore il 25 luglio cambiano le priorità nell’esame di alcune domande di visto in Australia. Come spiega l’agente di immigrazione Emanuela Canini, in questi casi “i visti onshore avranno la precedenza su quelli offshore”.
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Lunedì sono ripresi i lavori del Parlamento federale dopo una pausa di cinque settimane, con la riforma della legislazione sull’immigrazione tra i temi sul tavolo.
La scorsa settimana il ministro degli Interni Tony Burke ha rinviato il discorso che avrebbe dovuto tenere al National Press Club sulle nuove norme, spiegando che alcuni elementi non erano ancora stati definiti.
Il 25 luglio sono entrate in vigore tre nuove direttive, rispettivamente su visti familiari, visti lavorativi e visti legati al talento e all'innovazioneEmanuela Canini
"La grande novità che accomuna tutte e tre le direttive è che i visti onshore avranno la precedenza sui visti offshore", spiega Canini.
"Tra le nuove direttive quel che sappiamo è che la priorità non verrà più data ai visti regionali", ha spiegato l'agente di immigrazione Emanuela Canini. "Si tratta un po' di un controsenso, visto che il governo ha sempre detto di puntare su quel tipo di visto per favorire l’insediamento nelle aree regionali", ha aggiunto.
Secondo il Dipartimento degli Affari Interni, le nuove direttive puntano a dare maggiore priorità alle domande presentate da migranti già presenti in Australia, nell’ambito degli interventi del governo sul sistema migratorio.
Nel dibattito sull’immigrazione è intervenuto anche il settore edile, proponendo di consentire agli studenti stranieri di accedere a programmi di apprendistato in diversi mestieri, tra cui quelli delle costruzioni, attualmente riservati a cittadini australiani e residenti permanenti. Secondo il settore, la misura contribuirebbe ad alleviare la cronica carenza di manodopera.
“A detta del settore delle costruzioni mancano circa 80mila lavoratori”, ha commentato Canini. “Per questo propongono un visto specifico per apprendisti con qualifiche del settore dell’edilizia dal Certificate III in su, dando loro così gli stessi diritti degli studenti universitari e un percorso chiaro verso la residenza permanente”.
Canini ha infine risposto alla domanda di una nostra ascoltatrice, nata in Italia e trasferitasi da bambina in Germania, dove ha acquisito la doppia cittadinanza italo-tedesca.
Da anni in Australia, ha chiesto: “Posso ottenere una terza cittadinanza senza perdere le altre due?”
“La cittadinanza italiana non la perderà”, ha risposto Canini. “Lo stesso vale per quella tedesca, ma per i dettagli è sempre bene contattare il consolato”.
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