Il ministro degli Interni Tony Burke ha presentato il piano governativo per ridurre l'immigrazione, che colpisce soprattutto studenti internazionali, titolari di Working Holiday Visa e visti turistici.
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Ieri, 17 settembre, il governo ha presentato il tanto atteso piano per ridurre l'immigrazione, a pochi giorni di distanza da quello proposto da One Nation.
Il piano, presentato dal ministro degli Interni Tony Burke, prevede la riduzione della migrazione netta, ovvero il saldo tra ingressi e partenze, a 225.000 persone entro il 2028, in linea con le previsioni contenute nel bilancio di maggio.
"Ci sono tre pilastri principali di questo programma che ha avuto una gestazione piuttosto lunga", spiega l'esperto di politica australiana Paul Scutti.
Ascolta l'intervista a Scutti cliccando sul tasto "play" in alto
"Il primo riguarda i giovani con il Working Holiday Visa: in futuro, chi vorrà rimanere in Australia per un secondo anno dovrà completare 88 giorni di lavoro nelle aree regionali e poi entrare in una lotteria con un tetto massimo di 45.000 posti", spiega Scutti.
"Per chi vuole invece restare un terzo anno, i posti saranno limitati a 5.000 e sarà richiesto un ulteriore periodo di lavoro nelle aree regionali", prosegue.
Il secondo pilastro riguarda il sistema dei visti per gli studenti internazionali.
"I nuovi studenti non potranno più includere familiari e partner nella propria richiesta di visto", spiega Scutti.
"Inoltre, in futuro, chi cambia corso di studi dovrà richiedere un nuovo visto e potrà iscriversi solo a programmi di livello superiore rispetto a quello già completato", aggiunge.
Il terzo pilastro riguarda chi resta oltre la scadenza del proprio visto, con la stretta del governo su chi non ha più il diritto di soggiornare in Australia.
"Il governo ha annunciato 100 nuovi funzionari dedicati esclusivamente a questi controlli, 250 ulteriori posti nei centri di detenzione e sanzioni più severe per gli agenti d'immigrazione che incoraggiano domande prive di fondamento", spiega Scutti.
"Inoltre, i visti turistici saranno accompagnati da una clausola che impedirà ai visitatori di richiedere un altro visto una volta arrivati in Australia", aggiunge.
Tra gli obiettivi del governo vi è il contrasto del cosiddetto visa hopping, cioè il saltare da un permesso di soggiorno all'altro per prolungare la permanenza nel Paese.
Il piano dei Labours ha già scatenato molte reazioni, dal mondo politico alla Federazione Nazionale degli Agricoltori, dal settore universitario alla Camera di Commercio Australiana.
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