Negli ultimi giorni, il presidente americano Donald Trump si è espresso su diversi fronti globali, in primis sulle trattative di pace relative al conflitto in Medio Oriente, con l’invio di una controproposta americana all’ultima offerta iraniana, definita "inaccettabile" dal tycoon.
Il giornalista ed ex direttore dell’ANSA Giampiero Gramaglia ha spiegato che i nodi restano lo Stretto di Hormuz, il programma nucleare iraniano e il conflitto in corso sul fronte libanese. Condizioni che creano una situazione di stallo e potrebbero portare a una nuova escalation tra Washington e Teheran.
"Trump dice che, in assenza di un risultato negoziale, le ostilità potrebbero riprendere, e del resto questa è un'eventualità che gli stessi iraniani non scartano", spiega il giornalista, esperto di vicende statunitensi.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato l'aumento dei dazi sulle auto prodotte nell’Unione Europea al 25% e hanno confermato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro il prossimo anno.
Si direbbe che, quando non riesce a vincere una guerra, Trump ne apra un'altra, e questa volta ha deciso di aprirne una diplomatico-commerciale con gli europei, che non hanno abbastanza aiutato gli Stati Uniti nella guerra all'Iran.Giampiero Gramaglia, giornalista ed ex direttore dell'ANSA
Altro fronte interessato dalle mosse di Trump è quello di Cuba, la cui situazione è critica da diversi mesi, tra sanzioni americane e mancanza di petrolio venezuelano.
"L'ultima sortita è stata accennare alla possibilità che una portaerei di ritorno dal Golfo si fermi di fronte alle coste di Cuba e metta paura al regime", spiega Gramaglia.
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