Seppur ridimensionato, lo Stato Islamico non è di certo stato sconfitto.
Oltre 220 persone sono rimaste uccise in due attacchi suicidi avvenuti mercoledì 25 luglio nella regione di Sweida, nel sud-ovest della Siria. Le violenze sono state rivendicate dallo Stato Islamico. Oltre alle vittime e ai feriti, con rasterallamenti anche porta a porta, sarebbero anche stati rapiti diversi civili siriani. I fatti accadono sulla scia delle crescenti tensioni tra governo di Bashar al-Assad e Israele come ci spiega Michele Giorgio, giornalista de Il Manifesto inviato a Gerusalemme.





