L'autore dell'attentato di matrice terroristica che lo scorso venerdì ha colpito il cuore di Melbourne era un uomo di 30 anni di origine somala, Shire Ali. Da quanto emerso finora era già noto alla polizia del Victoria, che nel 2015 gli aveva ritirato il passaporto per timore che fosse pronto a viaggiare in Medio Oriente per unirsi all'ISIS.
Il tragico attentato ha lasciato una ferita profonda non solo nella comunità italoaustraliana ma in tutta la città di Melbourne, che tra sabato e domenica ha reso omaggio all'unica vittima, Sisto Malaspina, lasciando fiori e messaggi di cordoglio sul luogo dell'attentato e davanti al Pellegrini's Espresso Bar, di cui Malaspina era coproprietario.
Shire Ali, ucciso da un colpo d'arma da fuoco sparato dalla polizia durante lo scontro su Bourke Street, era nato in Somalia ma era cresciuto in Australia, dove era arrivato, ancora bambino, tra gli anni Ottanta e Novanta. La comunità somala ha condannato pubblicamente la piaga del terrorismo, dichiarando che "non c'è posto per terrorismo ed estremismo nella nostra società".
SBS Italian ha intervistato una delle figure chiave all'interno della comunità musulmana somala di Melbourne, l'Imam Sheik Isse Musse, che ci ha parlato proprio dalla casa dei genitori di Shire Ali, dove si trovava al momento dell'intervista.
Isse Musse ricorda di aver conosciuto Shire Ali da bambino, e descrive la sua come una famiglia perbene. Il giovane crescendo avrebbe cominciato a manifestare problemi di salute mentale e si sarebbe allontanato dai suoi familiari. I parenti dell'attentatore, spiega Isse Musse, sono addolorati da quanto accaduto e hanno espresso le proprie condoglianze alla famiglia della vittima.
Alla domanda su quale sia la relazione tra la religione islamica e l'attentato avvenuto a Melbourne, Sheik Isse Musse risponde in modo inequivocabile: “non c’è nessun legame tra l’Islam e quello che è avvenuto venerdì”, ha dichiarato, aggiungendo che “chiunque fa un atto del genere non ha capito l’Islam”. A suo parere lo dimostrerebbe anche il fatto che la vittima fosse un anziano, perché i precetti della religione islamica insegnano il rispetto degli anziani. Ciò nonostante la comunità somala si interroga, conclude Musse, su come prevenire la radicalizzazione di alcuni giovani, e scongiurare eventi come quello che tristemente ha tolto la vita a Sisto Malaspina.
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L'identificazione della vittima è avvenuta sabato

Un noto ristoratore italiano è la vittima dell'attentato di Melbourne




