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Israele, accordo per formare un governo di coalizione senza Netanyahu

Israele

Yair Lapid will form the new Israeli government Source: Nawaf Alnabary / Kan news

I principali partiti di opposizione di Israele hanno annunciato di aver trovato un accordo per formare un governo di coalizione che potrebbe mettere fine a 12 anni di governo ininterrotto del Likud, il partito conservatore del primo ministro Benjamin Netanyahu.


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By Elisabetta Merati, Carlo Oreglia

Presented by Elisabetta Merati

Source: SBS


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I principali partiti di opposizione di Israele hanno annunciato di aver trovato un accordo per formare un governo di coalizione che potrebbe mettere fine a 12 anni di governo ininterrotto del Likud, il partito conservatore del primo ministro Benjamin Netanyahu.


Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid, ha annunciato la formazione di una nuova coalizione che si basa su un accordo di rotazione. Il capo del partito di destra Yamina, Naftali Bennett, sarà il primo ministro in carica fino all'agosto 2023 per poi passare a Lapid.

Secondo il giornalista e corrispondente da Gerusalemme Michele Giorgio la questione è ancora in divenire.

"Il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu ha ancora la possibilità di far naufragare il progetto dei suoi avversari politici, convincendo alcuni deputati della possibile futura maggioranza a tirarsi indietro, negando il voto di fiducia", ha commentato Giorgio ai microfoni di SBS Italian.

"Lapid ha messo insieme una maggioranza fragile, che non sopravviverà, a meno che non riuscirà a sostituire il presidente della Knesset, uomo del partito di Netanyahu, che ha il potere di fare slittare il voto di fiducia verso la metà del mese, dando al Primo Ministro uscente un vantaggio", ha aggiunto.

"Questo è un momento storico perchè vede i leader di un partito nazionalista ebraico collaborare con un partito, non solo arabo ma anche islamista”, ha affermato Giorgio. 

"In passato era già successo che partiti arabi dessero il loro sostegno a governi israeliani, questa volta però si tratta di un partito arabo islamista".

Secondo Giorgio, questa novità rappresenta "allo stesso tempo, la forza e la debolezza di questa coalizione, per la diversità di vedute dei rappresentanti presenti al suo interno".

Le reazioni dell'opinione pubblica sono opposte, conclude il giornalista: "Da una parte quelle negative arrivano dalla società araba palestinese in Israele, mentre dall'altra quelle positive si contano da ambo le parti".

La speranza è che questa coalizione possa innescare dei meccanismi positivi che portino ad un futuro di pace per questa società che invece ha sempre vissuto una frattura tra ebrei e arabi.

Ascolta il servizio di Michele Giorgio.

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