La copertura dei recenti eventi In Israele e a Gaza da parte della RAI ha spinto un gruppo di studiosi e studiose esperti di Medio Oriente a scrivere una lettera di protesta, per contestare il modo in cui i fatti sono stati narrati.
La questione palestinese è rientrata di prepotenza nella cronaca quotidiana sui media di tutto il mondo.
La copertura degli eventi da parte della RAI in Italia ha spinto lo scorso 15 maggio un gruppo di studiosi e studiose, esperti di Medio Oriente, a scrivere una lettera di protesta per come i fatti recenti sono stati narrati.
Le espropriazioni da parte israeliana di alcune abitazioni sono state il catalizzatore per una serie di proteste popolari, seguite dalla repressione della polizia e dal primo lancio di razzi da parte di Hamas.
Nella lettera si legge: "La copertura offerta negli ultimi giorni dalla vostra testata non è all’altezza della completezza che dovrebbe caratterizzare un servizio pubblico di informazione".
"La rapida evoluzione degli avvenimenti, soprattutto nella striscia di Gaza, porta a concentrarsi sui combattimenti. Si finisce per parlare solo dei razzi di Hamas, come se questo fosse l’unico aspetto della vicenda. Non lo è, come spiegano fonti sia palestinesi sia israeliane".
Quello che manca nella narrazione sono i palestinesi
Lucia Sorbera, docente di studi arabi della Università di Sydney e firmataria della lettera di protesta, due giorni dopo il suo invio ha raccontato a SBS Italian cosa manca a suo parere nella narrazione di questi eventi.
Ascolta il suo intervento.
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