Israele entra a Rafah e sigilla i valichi meridionali, torna l'incubo umanitario

An injured child being treated in hospital

Una bambina ferita soccorsa dai medici a Rafah nella giornata di ieri. Source: AP / Ramez Habboub

Il giornalista Michele Giorgio è lapidario: "Non credo la situazione sia suscettibile di miglioramenti". Centinaia i mezzi con aiuti umanitari bloccati, continua l'odissea dei civili palestinesi.


L'esercito israeliano entra a Rafah e ne assume il controllo, sigillando i valichi di Kerem Shalom e della cittadina palestinese.

Continua quindi il conflitto, e Netanyahu tira dritto verso il suo obiettivo, "quello di distruggere completamente Hamas", sostiene il giornalista Michele Giorgio, "obiettivo a detta degli esperti praticamente irrealizzabile".

Giorgio sostiene che le parole della comunità internazionale - da Biden al Segretario ONU Guterres - "sono soltanto parole non seguite dai fatti".

"Sono sempre gli ostaggi il pomo della discordia - ha detto Michele Giorgio - e non ci sono azioni politiche convincenti che facciano pensare ad esiti positivi".

Israele avrebbe negato l'accesso al valico di Rafah anche a rappresentanti delle Nazioni Unite: secondo Giorgio "Netanyahu sa di avere molti amici nel Senato americano, e per questo l'America può controllarlo ma fino ad un certo punto".

Il pericolo che i civili possano essere coinvolti è molto ampio
Michele Giorgio

Ascolta l'analisi del giornalista Michele Giorgio cliccando 'play' in alto

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