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Israele parla di una guerra che "richiederà tempo", già oltre 200 le vittime

A Palestinian holds a teddy bear from the rubble of a destroyed houses after an Israeli air strike in Gaza City on, 16 May 2021.

Un enorme orso di peluche tra le macerie di Gaza, sono già 55 i bambini tra le vittime palestinesi e uno in Israele. Source: AAP Image/EPA/MOHAMMED SABER

Nonostante le richieste di mettere fine alle ostilità, arrivate anche dal Segretario Generale dell'ONU Guterres e da Papa Francesco, le violenze proseguono tra Gaza e Israele.


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By Massimiliano Gugole

Source: SBS



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Nonostante le richieste di mettere fine alle ostilità, arrivate anche dal Segretario Generale dell'ONU Guterres e da Papa Francesco, le violenze proseguono tra Gaza e Israele.



In evidenza

  • Gli attacchi aerei su Gaza da parte israeliana proseguono senza sosta
  • I lanci di razzi da parte di Hamas sono arrivati fino a Tel Aviv e Beersheba
  • A oggi si conterebbero già almeno 197 vittime tra i palestinesi, tra cui 55 bambini e 33 donne, mentre in Israele le vittime sarebbero 8, tra cui un bambino

Nel frattempo, anche Gerusalemme non trova pace. Nella giornata di domenica, un'auto non si sarebbe fermata al checkpoint di Sheikh Jarrah, il quartiere dove alcuni palestinesi si erano opposti alle espropriazioni israeliane.

Dopo aver ferito sei ufficiali, la persona che era alla guida dell'auto è stata uccisa dai militari.

In un altro evento non collegato, nell'insediamento israeliano Giv'at Ze'ev poco lontano da Gerusalemme, il crollo di una tribuna in una nuova sinagoga ha causato due vittime in una congregazione ortodossa molto affollata, una situazione con punti in comune con quella che aveva portato alla strage del monte Meron solo due settimane fa, con 45 vittime.

Michele Giorgio, giornalista e corrispondente da Gerusalemme, ha raccontato a SBS Italian come i bombardamenti si siano protratti fino a notte tarda.

"Uno dei riflessi di questo nuovo conflitto è che Netanyahu ha capovolto la situazione politica interna" osserva Giorgio, con il primo ministro uscente a riguadagnare forza dopo che solo alcuni giorni fa si ipotizzava una nuova maggioranza di governo senza di lui.

Michele Giorgio riflette anche sulle difficoltà del giornalismo, dopo gli eventi dei giorni scorsi, con il malinteso tra esercito israeliano e stampa estera che aveva portato alla pubblicazione della notizia dell'invasione di terra di Gaza, non realmente avvenuta.

A questo si aggiunge l'abbattimento dell'edificio a Gaza che ospitava, oltre a diversi uffici e appartamenti, anche le sedi di Al-Jazeera e della Associated Press.

Quando ci sono situazioni di conflitto devo constatare che non mancano tentativi dell'una e dell'altra parte per cercare di indirizzare la stampa nella loro direzione.

Ascolta l'intervento completo da Gerusalemme del giornalista Michele Giorgio

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