Israele respinge droni e missili dall'Iran, e ora?

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Sabato l’Iran ha lanciato il suo primo attacco militare diretto contro Israele. Credit: TOMER NEUBERG/AP/AAPIMAGE

Dall’Iran e da altri Paesi sono partite centinaia di droni e missili diretti verso Israele, che li ha neutralizzati in volo quasi senza conseguenze sugli abitanti. Non è certa quale sarà la controrisposta israeliana, con tensioni opposte tra chi invita alla moderazione e chi all'attacco diretto verso l'Iran.


La neutralizzazione di circa 300 tra droni e missili è stata una vittoria di fatto delle forze di difesa israeliane.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato che non collaborerà ad operazioni di attacco verso l’Iran nel caso queste fossero decise da Israele come ritorsione.

Noi abbiamo fatto il punto della situazione ora con Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente e giornalista del Manifesto, che ci ha raccontato le ultime ore nella città in cui lavora, Gerusalemme.

"Tutti eravamo con il fiato sospeso per capire cosa sarebbe successo", racconta Giorgio, "poi abbiamo sentito esplosioni, boati" con la contraerea israeliana impegnata ad abbattere quasi tutti i droni e missili inviati dall'Iran.

"L'attacco iraniano era la conseguenza di un altro attacco israeliano molto duro", prosegue nella sua analisi Michele Giorgio, "avvenuto il primo aprile contro la sede diplomatica dell'Iran a Damasco".

Per tutta la giornata di domenica ci sono state forti pressioni internazionali su Israele affinché guardasse bene i suoi prossimi passi, li decidesse con cautela, con moderazione, con saggezza.
Michele Giorgio, giornalista

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