La proposta sulla scuola annunciata da Giorgia Meloni riaccende il confronto politico, mentre maggioranza e opposizione ragionano sulle possibili intese in vista delle prossime elezioni.
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Continua a far discutere la proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di un provvedimento scolastico per introdurre un tetto al numero di studenti stranieri per classe e vietare di indossare burqa e niqab.
Il presidente della Repubblica ha indirettamente risposto a Meloni dichiarando che "la scuola è aperta a tutti" e la premier ha ribattuto ricordando le circolari sul tetto agli stranieri in classe inviate da Mattarella quando era ministro.
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La proposta di Meloni è stata intesa da molti come una rincorsa all’ultradestra di Futuro Nazionale, partito con il quale la premier nega la possibilità di alleanze, in ottica delle elezioni politiche del 2027.
Secondo il giornalista Carlo Fusi si tratta di una contraddizione.
"Da un lato si nega la possibilità di un'alleanza, ma dall'altro si cavalcano alcune delle indicazioni che la destra radicale che Vannacci vuole interpretare cavalca", spiega.
Il clima da campagna elettorale riguarda anche il centrosinistra, e riguarda soprattutto la possibilità di intese tra il M5S e il PD, in particolare sull’invio di armi all’Ucraina.
"Il protagonismo che Giuseppe Conte in queste settimane ha dato alla sua immagine politica, ha presentato una piattaforma che praticamente è un prendere o lasciare nei confronti degli alleati", spiega Fusi.
"Elly Schlein è sicura che si troverà un'intesa, però i presupposti di questa intesa al momento non ci sono, così come i confini del campo largo, perché Conte ha più volte detto che non vuole Renzi, anche se poi potrebbe alla fine accettarlo", prosegue.
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