L’Argentina ha votato e domenica scorsa 19 novembre ha scelto di affidarsi a Javier Milei, sostenuto dalla coalizione di destra ed estrema destra La Libertà Avanza.
Un'efficace campagna elettorale anti-establishment ha portato Milei a sorpassare al ballottaggio il ministro dell’economia Sergio Massa.
Milei ha già promesso di visitare Stati Uniti ed Israele prima del suo insediamento il mese prossimo ed ha ricevuto congratulazioni entusiaste da altri leader americani conservatori, tra cui il brasiliano Bolsonaro e lo stesso Donald Trump a cui spesso la stampa ha paragonato Milei.
"Per la prima volta nella storia della democrazia argentina, dal 1983 a oggi", sottolinea ai microfoni di SBS Italian il giornalista Marcello D'Aloisio, un candidato "ha ottenuto il 56% dei suffragi".
L’insediamento di Milei avverrà il 10 dicembre prossimo, data in cui ricorrerà il quarantesimo anniversario del primo presidente argentino eletto democraticamente dopo il periodo di dittatura militare che ha controllato il Paese tra il 1976 e il 1983.
Sia Milei che la sua vicepresidente Victoria Villaruel hanno nei giorni scorsi rilasciato dichiarazioni che intendono superare quel periodo, contestando anche i dati ufficiali sul numero dei desaparecidos.
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