Il cosmodromo Vostočnyj nella Russia sudorientale — non lontano dai confini con la Cina — ha ospitato la stretta di mano tra due dei leader più impopolari nell’Occidente che potrebbero ora collaborare nel settore bellico, con scambi di armi, munizioni e tecnologie.
Il leader della Corea del Nord non lasciava il Paese da oltre quattro anni, segno dell’isolamento a cui la Corea del Nord è sottoposta ormai da decenni che è stato ancor più marcato dalle rigidissime politiche per contenere il COVID-19.
Qual è la strategia del Cremlino quindi nel cercare alleanze anche in uno stato totalitario come la Corea del Nord, che uno degli organismi delle Nazioni Unite ha descritto come il “Paese con il maggior numero di violazioni dei diritti umani sul pianeta”?
Ne abbiamo parlato con Giuseppe D’Amato, per anni corrispondente da Mosca ed esperto dell’area ex sovietica.
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