Ne parliamo con il corrispondente del Manifesto dal Medio Oriente Michele Giorgio.
Erano 5,2 milioni gli aventi diritto al voto nella consultazione popolare voluta dal presidente della regione autonoma curda Massoud Barzani e promossa dal suo Partito Democratico del Kurdistan.
Quasi il 92% dei votanti si è espresso a favore del sì, ma il governo iracheno ha già fatto sapere che non dialogherà con il governo regionale curdo sui risultati di un referendum che ha definito "incostituzionale".
Il presidente Barzani dovrà dunque fare i conti con le reazioni internazionali, che per il momento sembrano di chiusura totale. Non solo quella di Bagdad, che rifiuta persino l'idea di aprire dei negoziati, ma anche quella di Ankara: il presidente Recep Tayyp Erdogan ha accusato Barzani di tradimento, ha preannunciato il blocco di aiuti e rifornimenti e ha persino minacciato un intervento militare.





