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Parlando di Musica: "La canzone napoletana è fortuna e responsabilità," parola di Gnut

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La copertina dell'album "Dduje Paravise”. Credit: Alessandro D'Alessandro.

Ospite a Parlando di Musica Gnut, cantautore napoletano e autore, insieme all’organettista Alessandro D’Alessandro, di “Dduje Paravise”, disco inserito nella cinquina delle Targhe Tenco nella categoria “Miglior album di interprete dell’anno”.


Published

By Lorenzo Santangelo

Presented by Andrea Pagani

Source: SBS


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Ospite a Parlando di Musica Gnut, cantautore napoletano e autore, insieme all’organettista Alessandro D’Alessandro, di “Dduje Paravise”, disco inserito nella cinquina delle Targhe Tenco nella categoria “Miglior album di interprete dell’anno”.


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Gnut, al secolo Claudio Domestico, è un cantautore napoletano classe 1981, con alle spalle sei album e due Ep oltre a varie collaborazioni.

L'ultima in ordine di tempo è Dduje paravise, il disco condiviso con il fisarmonicista Alessandro D’Alessandro nel quale Gnut re-interpreta classici antichi e moderni del canzoniere partenopeo.

“Il repertorio della canzone napoletana è molto delicato da affrontare, soprattutto per un napoletano," ha esordito Gnut: "perché ci sono canzoni che sono state interpretate da grandissimi artisti che hanno fatto la storia."

Nella sua già folta produzione musicale questo disco ha segnato una prima volta: "Era il mio primo album da interprete, essendo io un cantautore abituato a cantare le mie canzoni. Mi sento un po’ come una fogliolina di un albero che ha radici secolari e tu cerchi soltanto di alimentare questo flusso in maniera naturale," ha descritto Gnut.

Avere questa tradizione è una grandissima fortuna, ma anche una grandissima responsabilità
Gnut

Gnut ha detto la sua anche sullo stato di salute della musica in Italia: “Faccio fatica a fare bilanci sul mercato e sulla discografia, perché è un momento storico molto complicato," ha confessato Gnut.

"Tutti cercano di omologarsi a certi suoni e alle tendenze che magari sono dettate da questo famoso algoritmo, che io m’immagino come un mostro tentacolare nascosto sotto terra," ha aggiunto per poi concludere: "Credo che bisogna avere il coraggio di cercare di essere se stessi: si può essere bravi o meno bravi, ma quello che nella musica paga di più è la verità."

In conclusione, qual è il suo consiglio sul come affrontare il famigerato algoritmo? "La forma più alta di rispetto che si può avere nei confronti di chi poi ascolta la tua musica è cercare di dare il tuo lato più genuino, quello che senti, le emozioni più pure che riesci a sentire. Adattarsi al mercato è un approccio che non so dove possa portare, ma comunque io non ne sono capace,” ha concluso Gnut.

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Gnut (sulla dx) e Alessandro d'Alessandro. Credit: Simone Cecchetti

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