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La Cina del prossimo quinquennio, tra muri d'acciaio e diplomazia internazionale

In this photo released by Xinhua News Agency, Chinese President Xi Jinping stands on a military jeep as he inspects troops in July 2017

Xi Jinping durante una parata militare. Source: AAP

Xi Jinping, ufficialmente rieletto presidente della Repubblica Popolare Cinese per la terza volta, annuncia la squadra di governo e delinea la Cina dei prossimi anni.


Punti chiave
  • Xi Jinping è stato rieletto dal Congresso nazionale del popolo come presidente della Repubblica popolare cinese.
  • Per lui è il terzo mandato, che lo porterà ad essere il il capo dello Stato cinese più longevo dalla vittoria comunista nel 1949.
  • Secondo il giornalista Gabriele Battaglia, la Cina si sta facendo sempre più attiva a livello diplomatico per garantirsi prestigio internazionale.

Conclusosi da pochi giorni, il 14esimo Congresso Nazionale del Popolo, il ramo legislativo dello Stato cinese, ha di fatto ufficializzato lo storico terzo mandato di Xi Jinping, che a 70 anni diventa il Capo dello Stato cinese più longevo dal 1949.

La riconferma, scontata dopo la rielezione a segretario del partito Comunista dello scorso anno, apre dunque di fatto il nuovo quinquennio cinese, nel nome di Xi Jinping ma anche del nuovo Premier, Li Qiang, succeduto a Li Keqiang.

Il giornalista Gabriele Battaglia ha analizzato il discorso di Xi Jinping, dal quale emerge un forte interesse alla difesa militare, con l'intenzione di trasformare l'esercito in un "muro d'acciaio".

Ascolta l'analisi di Gabriele Battaglia cliccando il tasto 'play' in alto.

Al di là delle problematiche interne che Pechino dovrà affrontare nei prossimi cinque anni, Battaglia ha anche analizzato il recente ed improvviso dinamismo cinese a livello internazionale, in particolare quello legato al ruolo della Cina nelle trattative di pace tra Russia ed Ucraina.

Pechino "vuole essere un big player nella partita internazionale, e vuole essere il portabandiera del malcontento anti-americano che serpeggia ad Oriente", spiega il giornalista.

Se Xi Jinping si fa vedere con Putin e Zelensky significa che c'è già un accordo. Non metterebbe mai la faccia per tentare di trovarlo, ma solo per ratificarlo.
Gabriele Battaglia

In quest'ottica, Battaglia crede che la presenza diretta di Xi Jinping ad un presunto incontro prima con Vladimir Putin - che secondo alcune fonti avrà luogo la settimana prossima - e poi (in videoconferenza) con Volodymyr Zelensky ne sia un chiaro esempio.

Secondo Battaglia Pechino avrebbe intenzione di mostrare i muscoli anche alla luce del recente accordo AUKUS, a detta di molti da leggersi in chiave anti-cinese.

Non si sono infatti attendere le dichiarazioni del governo cinese, secondo il quale, con AUKUS, i tre Stati - Australia, Regno Unito e Stati Uniti - si sono "messi su una brutta strada".

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